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Stadio Portello, passo indietro del Milan: «Non paghiamo la bonifica»

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Stadio Portello, dietrofront Milan: «Non paghiamo la bonifica»

Silvio Berlusconi scende in campo per sbaragliare l’ultimo concorrente e poter costruire il nuovo stadio al Portello, questione che ormai sembrava di importanza vitale. Ma dopo essersi aggiudicato le aree messe a bando e aver firmato il contratto (approvato da decine di legali), ieri l’Ac Milan ha fatto un inaspettato dietrofront.

Una vera doccia fredda per il presidente di Fondazione Fiera, Benito Benedini, che nelle ultime battute della gara aveva condotto in modo impeccabile l’asta al rialzo tra il club rossonero e Vitali, portandoli entrambi a offrire come canone 4 milioni di euro (da 2,5).

Erano giorni che la Fondazione aspettava di ricevere controfirmata la lettera in cui erano riassunti tutti gli impegni presi dal Milan. La scadenza, dapprima fissata al 27 luglio, era stata posticipata dal cda del Milan al 4 agosto (ieri). Una scelta presa forse anche per lasciare ampie manovre alle trattative in corso con il nuovo socio tailandese, Bee Taechaubol, che si sono chiuse domenica. E cosa sarà dello stadio?

Il verdetto è in quelle pagine, siglate da Barbara Berlusconi, dove molti impegni già assunti per vincere il bando sembrano disattesi. Il più critico è quello sui costi di bonifica. Messo alle strette, infatti, alle ultime battute della sfida il Milan aveva garantito la manleva totale. Ma ora fa marcia indietro.

Che sia una trattativa tardiva sul prezzo? O forse solo un modo per defilarsi dopo l’opposizione di Fininvest e la freddezza di Bee, che durante il suo soggiorno milanese non ha nemmeno incontrato Barbara Berlusconi.

Alcuni hanno ipotizzato anche che vi siano trattative parallele in corso. Pare, infatti, che come alternativa al Portello, l’Ac Milan stia considerando varie ipotesi, tra cui l’ex area Falck a Sesto: un milione di metri quadrati che fanno capo all’imprenditore Davide Bizzi.

Fonte Corriere.it

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