Sulla delibera relativa allo sviluppo urbanistico degli ex scali ferroviari (complessivamente 6 milioni di metri quadrati) si spacca la maggioranza in Consiglio. La discussione slitta e i tempi per l’approvazione si riducono.
Trasversale il partito che si oppone al consumo di suolo. Contraria l’opposizione: sull’argomento si è espresso De Pasquale (Popolo della libertà), spiegando che in questo modo sparirà la Circle line, il secondo passante di Milano.
Dura la critica del consigliere comunale Anita Sonego, secondo cui il problema è che non c’è stata in passato una visione urbanistica dello sviluppo della città, che è stata considerata “a pezzetti”. “Tutto merito dell’incoerenza del suo partito” replica De Corato (Gruppo Misto).
Richiesto nuovo vincolo paesaggistico per salvaguardare natura e memoria
Un tema che ha portato comitati e associazioni di Baggio alla richiesta un nuovo vincolo paesaggistico per Piazza d’Armi, dove oltre il verde c’è da salvaguardare la memoria. Lì nacque il primo aerodromo d’Italia e decollò il dirigibile del comandante Nobile, diretto al Polo Nord.
E stando al Pgt, nell’area di 416 mila metri quadrati potrebbe crearsi un insediamento più grande di CityLife (291 mila mq). Per questa zona, l’associazione Piazza d’Armi-Le Giardiniere ha proposto un piano che preservi il verde dal cemento.
La Presidente della Commissione Ambiente Elena Grandi ha spiegato che “il patrimonio di questo polmone verde” ha un ruolo fondamentale nella connessione tra i parchi della periferia e quelli del centro di Milano. Intanto il Comune cerca una mediazione e studia delle soluzioni innovative per consentire “agli ortisti” di continuare a svolgere le proprie attività nella fase transitoria che porterà alla riqualificazione dell’area.
Fonte: corriere.it






















