Sulle moschee la partita Maroni-Renzi è finita 6 a 2 per il leghista. Il presidente del consiglio, spiega Maroni, aveva fatto ricorso su 8 punti di cui 6 dichiarati inammissibili dalla Corte Costituzionale. Questo il riassunto fatto del presidente della Lombardia commentando il pronunciamento della Consulta in merito alla legge regionale cosiddetta anti-moschee.
“Se c’è qualcuno che non conosce la Costituzione, non è il presidente della Regione Lombardia” ha aggiunto Maroni. Il governatore ha poi spiegato che la legge della Regione è stata dichiarata incostituzionale solo in due punti secondari, che saranno modificati nella prossima giunta. La legge quindi rimane in vigore.
Milano Maroni su legge anti-moschee: “faremo comunque una seconda consulta regionale”
Le parti della legge che sono state bocciate dalla Corte Costituzionale riguardano l’istituzione di una consulta regionale (il cui compito sarebbe stato quello di aiutare i sindaci con gli aspetti urbanistici della materia) e l’obbligo di video sorveglianza nelle moschee, con costi a carico di chi le realizza.
Maroni ha specificato che la seconda consulta regionale verrà fatta comunque, senza renderla obbligatoria. Stessa cosa per la video sorveglianza, misura “utile per i cittadini ma anche per chi frequenta i luoghi di culto”. “Sono molto soddisfatto perché l’impianto della nostra legge rimane in vigore” ha concluso Maroni.
Fonte: corriere.it






















