Un comunicato stampa di Palazzo Marino annuncia l‘avvio, in forma sperimentale, dell’Affido di poltrona. Disciplina molto diffusa nelle culture anglosassoni, l’affido di poltrona, o cabina, permette l’esercizio della professione e dell’attività da parte di soggetti diversi in uno stesso luogo. Le categorie coinvolte sono esclusivamente quelle il cui titolare abbia presentato la Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) come acconciatore, estetista, massaggiatore, piercer, tatuatore, ecc. Presentata come la soluzione non solo al crescente clima di crisi ma anche al gravoso problema del lavoro sommerso e abusivo.
Franco D’Alfonso, assessore al Commercio e alle Attività produttive del Comune di Milano spiega come l’Amministrazione intenda, con questo provvedimento, tutelare l’interesse delle attività commerciali e artigiane, provvedendo allo stesso tempo alla sicurezza e salute dei cittadini.
Le parti che vogliano stipulare tale tipo di contratto dovranno specificare la tipologia di attività, la durata, la facoltà di recesso anticipato e le cause di risoluzione; la superficie data in uso e l’identificazione delle postazioni che non potranno essere utilizzate dall’affidante (ossia il titolare). Sono stati, inoltre, fissati anche limiti di utilizzo degli spazi: per le imprese che non superano i tre dipendenti non bisognerà dare in affido più di una postazione, queste passano invece a due quando le imprese hanno un numero di dipendenti che varia da quattro a nove. Il massimo di poltrone consentite è tre, per le attività che superano i dieci dipendenti.
Tale tipologia contrattuale non è applicabile a chi non ha i requisiti per lo svolgimento dell’attività, a chi ha lavorato all’interno dello stesso salone negli ultimi 5 anni come dipendente e per i titolari che abbiano effettuato licenziamenti negli ultimi 24 mesi.






















