MILANO – Per Expo 2015 era stato creato un protocollo ad hoc che permetteva ai Paese stranieri che partecipano alla grande esposizione universale di poter assumere personale in modo più facile e flessibile. A benedire l’accordo, firmato dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, l’ad di Expo Giuseppe Sala e i rappresentati del governo locale e regionale, c’erano anche le maggiori sigle sindacali italiane, che in virtù di quest’importante opportunità d’impiego per migliaia di lavoratori, si erano impegnate a collaborare perché durante il periodo dell’Expo non ci fossero cause o agitazioni sindacali.
Insomma, tutto sembrava procedere per il verso giusto. Ma nella realtà gli accordi proposti da Manpower, società di somministrazione del lavoro vincitrice dell’appalto per Expo, sono ben diversi da quelli di cui si parlava nel protocollo: infatti il contratto del terziario non è quello concordato con i sindacati, ma bensì il Cnai che costa a chi assume delle cifre più basse. Chi trova lavoro con questa forma contrattuale riceverà uno stipendio di circa €1100 lordi, che corrispondo a €800/€900 euro netti per un’impegno lavorativo compreso tra le 28/36 ore settimanali. E proprio Manpower sottolinea come siano le aziende utilizzatrici a proporre il contratto meno vantaggioso, mentre l’agenzia di somministrazione si limita a reclutare il personale.
Queste cifre sono ben lontane da quelle di coloro che sono stati assunti direttamente da Expo Spa, sempre tramite contratto discusso con le sigle sindacali, che prevede stipendi che possono arrivare anche a €1700 euro netti per i Team Leader.





















