Si chiude dopo tre anni la maxi inchiesta su Mps. Due fascicoli, trasferiti da Siena a Milano, che sono stati riuniti in un unico dossier che vede come capi di imputazione il falso in bilancio, l’aggiotaggio e il falso in prospetto.
La procura di Milano ha notificato ieri l’atto di chiusura inchiesta per le operazioni “Fresh”, “Santorini” e “Alexandria”. Tra i 13 indagati vi sono l’ex presidente della banca senese Giuseppe Mussari, l’ex direttore finanziario Gianluca Baldassarri, l’ex dg Antonio Vigni e l’ex responsabile area finanza Mps Daniele Pirondini.
Indagati anche sei ex dirigenti di Deutsche Bank e due di Nomura. Nell’atto i pm Baggio, Civardi e Clerici elencano, anno per anno, i bilanci che l’accusa ritiene essere “falsi contabili”.
Milano Mps: omesse perdite reali e finti aumenti di capitale
Stando al resoconto della procura, nel 2008 le perdite reali e “camuffate” erano pari a 645,3 milioni, mentre nel 2009 ammontavano a 362,4 milioni. Nel 2010 invece la banca dichiarava utili per 1,3 milioni a fronte di 781,3 milioni reali. Nel 2011 perdite per 6 milioni di euro.
Nel documento gli inquirenti sottolineano l’errata contabilizzazione “nei bilanci incorporati nei prospetti 2008-2012 di alcune operazioni finanziarie”. In altre parola la banca avrebbe omesso le perdite reali, che sarebbero dovuto essere calcolate a saldi chiusi.
L’impianto dell’indagine sul “Fresh 2008” rimane quello già evidenziato 3 anni fa dalla procura di Siena. Per reperire le risorse finalizzate all’acquisto di Antonveneta, Mps fece un finto aumento di capitale con lo strumento Fresh. In questo modo venne data l’immagine falsata che l’operazione corrispondesse a un’iniezione di denaro, invece che a un indebitamento.
Fonte: ilsole24ore.com






















