Retata in stazione Centrale a Milano. Nel mirino della procura le borseggiatrici rom, spesso in azione con i figli piccoli in braccio, che si spartivano il bottino con due poliziotti della Squadra Mobile. Due agenti che erano stati incaricati proprio di contrastare questo tipo di reati.
Si tratta di furti per un valore di anche 20 mila euro a settimana. Il blitz, scattato proprio alla stazione ha portato all’arresto di Ventidue nomadi, soprattutto donne, e dei due poliziotti coinvolti. Per i borseggiatori l’accusa è di associazione a delinquere, i due agenti invece devono rispondere di concussione.
Milano polizia chiede il pizzo alle borseggiatrici rom: arrestati due agenti
L’operazione, partita questa mattina su ordine del pubblico ministero Antonio D’Alessio, è stata eseguita dagli agenti della squadra Mobile e della Polizia Ferroviaria.
I due poliziotti sono accusati di essersi spartiti parte dei proventi dei furti commessi in stazione Centrale, in particolare quelli messi a segno dalle donne-mamme. Borseggiatrici che sfruttavano la presenza dei bambini, tenuti in braccio, per nascondere la destrezza con cui scippavano i viaggiatori.
“Se non ci date quello che avete preso, vi togliamo i bambini e vi facciamo arrestare”. Era questa la minaccia rivolta dagli agenti alle donne per ottenere il denaro.
Pare infatti che i poliziotti assistessero, senza intervenire, alla razzia quotidiana che si verificava negli ascensori e nelle aree libere della stazione. Si stima che le ladre riuscissero a incassare tra 5 e 20 mila euro a settimana.
Fonte: repubblica.it






















